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Cosa sapere sul DPIA - Data Privacy Impact Assessment

Cos’è il DPIA e quando è obbligatorio? Una guida chiara sull’adempimento previsto dall’art. 35 del GDPR per valutare i rischi dei trattamenti dati ad alto rischio, con i casi specifici individuati dal Garante Privacy.



Il DPIA - Data Protection Impact Assessment - è una dei principali adempimenti per la privacy previsti dal GDPR. Quando un trattamento di dati può presentare un rischio elevato per i diritti delle persone fisiche - considerando natura, oggetto e finalità - il titolare deve effettuare una valutazione d'impatto prima di procedere.

Il significato è preciso: la DPIA è uno strumento disciplinato dall'art. 35 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), utile per descrivere un trattamento e valutarne necessità, proporzionalità e rischi.

Il Garante Privacy ha individuato casi specifici in cui la DPIA diventa obbligatoria:

  • valutazione sistematica per decisioni automatizzate
  • trattamento su larga scala di dati sensibili
  • sorveglianza sistematica di zone pubbliche.


Cosa si intende per DPIA

DPIA è l'acronimo di Data Protection Impact Assessment, ovvero Valutazione d'Impatto sulla Protezione dei Dati. 

Si tratta di una procedura che descrive il trattamento, ne valuta necessità e proporzionalità, e consente di gestire i rischi per i diritti e le libertà delle persone fisiche, derivanti dal trattamento dei dati personali.

La valutazione d'impatto è un processo aziendale strutturato: serve a garantire e dimostrare la conformità di un trattamento rispetto alla normativa vigente. 

Il livello di impatto si calcola sugli interessati, non sul titolare.

Una singola DPIA può coprire più operazioni di trattamento simili per natura, ambito, contesto, finalità e rischi. Quando esistono trattamenti analoghi all'interno dell'organizzazione, questo approccio ottimizza tempi e risorse.


DPIA nel codice privacy e GDPR

L'articolo 35 del GDPR stabilisce che il titolare deve effettuare la valutazione d'impatto prima di procedere al trattamento, ogni volta che l'uso di nuove tecnologie - considerate natura, oggetto, contesto e finalità - può presentare un rischio elevato per i diritti delle persone fisiche.

Il ricorso a nuove tecnologie può generare forme innovative di raccolta e utilizzo dei dati, cui si associa spesso un rischio elevato. Questo è il motivo per cui il Regolamento considera l’uso di nuove tecnologie un indicatore rilevante ai fini della valutazione della necessità della DPIA.


Obiettivi della valutazione d'impatto

La DPIA permette al titolare di dimostrare la conformità alla normativa sulla protezione dei dati, e fornisce un approccio sistematico per comprendere i profili di rischio e le misure correttive da adottare.

È lo strumento principale dell'accountability. Supporta il titolare nel rispettare le prescrizioni del GDPR e consente di dimostrare la conformità dei trattamenti stessi. 

Concretizza inoltre il principio di protezione dei dati fin dalla progettazione, anticipando i rischi prima che il trattamento abbia inizio.


Quando la DPIA è obbligatoria

Secondo le linee guida EDPB (WP248), la DPIA è obbligatoria quando un trattamento presenta un rischio elevato per i diritti delle persone, situazione che si verifica, in genere, quando coesistono due o più criteri di criticità.
Vediamo le casistiche principali e i relativi ambiti applicativi.

  • Valutazione sistematica e profilazione - si riferisce ai trattamenti automatizzati che producono decisioni con effetti giuridici o che incidono significativamente sull'interessato, incluse le limitazioni all'esercizio di un diritto o all'accesso a un servizio. Un esempio concreto è rappresentato dallo screening automatizzato dei clienti tramite i dati delle centrali rischi per la concessione di finanziamenti.
  • Trattamento su larga scala di dati particolari - coinvolge un numero elevato di soggetti, volumi consistenti di dati, durata prolungata o un'ampia portata geografica. Rientrano in questa definizione la gestione dei dati sanitari dei pazienti da parte delle strutture ospedaliere, il tracciamento degli utenti nei trasporti pubblici e l'archiviazione dei dati della clientela di banche e assicurazioni.
  • Monitoraggio sistematico e videosorveglianza - riguarda la sorveglianza sistematica e su larga scala di zone accessibili al pubblico. Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ribadisce la totale obbligatorietà della DPIA in questo ambito. Non a caso, il Garante ha sanzionato i Comuni che hanno attivato sistemi automatici di controllo delle infrazioni semaforiche senza aver prima eseguito la valutazione d'impatto.
  • Geolocalizzazione nel contesto lavorativo - il tracciamento della posizione geografica nel rapporto di lavoro rientra tipicamente tra i trattamenti per i quali il Garante ritiene necessaria una DPIA. Questo adempimento è uno strumento fondamentale per verificare la legittimità dei sistemi richiesti dal datore di lavoro, e l'Ispettorato del Lavoro può negare l'autorizzazione all'installazione dei dispositivi qualora la valutazione d'impatto sia assente.


Quando non va fatta la DPIA

Non tutti i trattamenti richiedono una valutazione d'impatto. La DPIA non va effettuata quando il trattamento non comporta un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Ecco alcuni casi di esenzione.

  • Trattamenti molto simili a quelli già valutati in precedenza
  • Trattamenti con base giuridica nell'UE o nazionale per cui è già stata effettuata una DPIA
  • Trattamenti inclusi nell'elenco facoltativo redatto dall'autorità di controllo


  • redigere dpia privacy


    Chi redige la DPIA

    In base all'articolo 35 del GDPR, la responsabilità ultima della DPIA ricade interamente sul Titolare del trattamento, il quale deve effettuarla prima di avviare qualsiasi attività rischiosa. 
    Anche se la stesura pratica viene delegata a figure interne o a consulenti esterni, la paternità legale del documento resta del Titolare.
    Il processo di redazione prevede il coinvolgimento e la cooperazione di diversi soggetti.

    • Il Responsabile del trattamento (Fornitore) - se il trattamento è affidato all'esterno (es. un software in cloud o un servizio in outsourcing), il fornitore è tenuto per legge ad assistere il Titolare, fornendogli tutte le informazioni tecniche necessarie sulla sicurezza dell'infrastruttura.
    • Il DPO - Data Protection Officer - se designato, il DPO svolge un ruolo strettamente consultivo e non è legalmente responsabile del documento. Il suo compito è fornire pareri consultivi sulla necessità di eseguire la DPIA, sulla metodologia da applicare e sull'efficacia delle misure di sicurezza scelte.
    • Gli interessati - il Titolare può decidere di raccogliere il parere delle persone di cui tratterà i dati o dei loro rappresentanti sindacali/associativi.

    Qualora il Titolare decida di discostarsi dal parere del DPO o dalle opinioni espresse dagli interessati, è opportuno documentare le ragioni della scelta, anche ai fini del principio di accountability. 


    Come deve essere fatta una DPIA

    Condurre una Valutazione d'Impatto significa avviare un vero e proprio processo di Risk Management applicato alla protezione dei dati personali. 
    Una DPIA efficace richiede un approccio metodologico rigoroso, che consenta al Titolare del trattamento di analizzare l'impatto delle proprie scelte tecnologiche e organizzative sulla vita delle persone. 

    Questo percorso deve essere affrontato idealmente fin dalla fase di progettazione dei sistemi - Privacy by Design - e si articola in una sequenza logica di quattro fasi fondamentali, strutturate per coprire l'intero ciclo di vita del dato - dalla sua raccolta iniziale fino alla distruzione definitiva.

    1. Descrizione del trattamento: mappatura di natura, ambito e finalità del flusso dati. Specifica le categorie di dati, i destinatari e i tempi di conservazione, preferibilmente supportata da diagrammi grafici.
    2. Valutazione di necessità e proporzionalità: verifica della conformità ai principi del GDPR. Analizza la liceità delle basi giuridiche, i canali per l'esercizio dei diritti degli interessati e l'assenza di alternative meno invasive.
    3. Analisi dei rischi per gli interessati: identificazione delle minacce alla riservatezza, integrità e disponibilità dei dati. Calcola il livello di rischio combinando la probabilità dell'evento e la gravità dell'impatto tramite apposite matrici.
    4. Misure di sicurezza e mitigazione: pianificazione delle contromisure tecniche e organizzative - ad esempio cifratura, MFA, formazione e minimizzazione - necessarie per ridurre il rischio a un livello residuo accettabile.

    Per guidare operativamente le imprese, il Garante Privacy suggerisce l'uso del software gratuito DPIA della CNIL francese, disponibile in italiano e allineato alle linee guida del Comitato Europeo - EDPB.


    Esempio di DPIA per la scuola

    Per i sistemi di videosorveglianza scolastica, il trattamento riguarda immagini acquisite per tutelare sicurezza e patrimonio. 
    I dati si conservano per un massimo di 72 ore, salvo richieste dell'autorità. Le telecamere operano esclusivamente negli orari di chiusura, escludendo dalla visuale le aree non pertinenti.

    Gli interessati ricevono doppia informativa: cartellonistica all'accesso con dicitura "Area videosorvegliata" e informativa completa sul sito.


    Esempio di DPIA per la videosorveglianza

    Per i sistemi comunali, le finalità includono vigilanza sulla sicurezza stradale, funzioni di pubblica sicurezza e prevenzione di reati ambientali. La base giuridica risiede nell'art. 6 par. 1 lett. e) del GDPR per compiti di interesse pubblico.

    Le immagini si conservano per sette giorni, con applicazione dei principi di minimizzazione e anonimizzazione. 

    Le misure di mitigazione comprendono:

    • tracciabilità degli accessi alle postazioni
    • controllo logico
    • contratti con responsabili del trattamento
    • crittografia dei dispositivi.

    Come abbiamo potuto vedere, la DPIA rappresenta lo strumento con cui il titolare dimostra la conformità al GDPR e tutela gli interessati.

    Richiede un metodo rigoroso: descrizione del trattamento, verifica di proporzionalità, analisi dei rischi e misure di sicurezza. Il supporto del DPO garantisce la qualità e la conformità della valutazione.

    I nostri esperti sono a disposizione per verificare i tuoi obblighi o supportarti nella redazione.


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